Monaco benedettino inviato da Gregorio Magno in Inghilterra nel 597 per evangelizzare gli Angli, Agostino di Canterbury fondò la sede arcivescovile di Canterbury — ancora oggi il cuore della Chiesa anglicana — e battezzò Etelberto, re del Kent. È l'apostolo degli Inglesi.
La missione impossibile
Nel 596 papa Gregorio Magno organizzò una spedizione missionaria in Inghilterra. I Romani si erano ritirati cent’anni prima; le tribù anglosassoni pagane avevano distrutto o assorbito il cristianesimo romano-bretone. Inviò il priore del suo monastero romano, Agostino, con una quarantina di monaci.
La spedizione quasi si fermò in Gallia: i missionari erano spaventati — giravano storie sull’Inghilterra come terra di barbari bellicosi. Agostino tornò indietro a Roma a chiedere di rinunciare. Gregorio scrisse una lettera famosa: continuate, non abbiate paura. Ripartirono.
Lo sbarco in Kent
Nell’estate del 597 Agostino e i suoi sbarcarono nel Kent. Il re Etelberto aveva una moglie franca e cristiana — Berta — e già conosceva qualcosa del cristianesimo. Ricevette i missionari all’aperto, per non rischiare sortilegi al chiuso. Rimase impressionato.
Etelberto fu battezzato nell’estate del 597 — la data esatta è incerta. Era il re più potente dell’Inghilterra meridionale: la sua conversione aprì le porte. Gregorio Magno ordinò Agostino arcivescovo di Canterbury nello stesso anno.
Canterbury
La sede arcivescovile di Canterbury — la prima e principale della Chiesa in Inghilterra — fu fondata da Agostino nella città di Durovernum Cantiacorum, che i Romani avevano occupato. Agostino costruì una cattedrale (poi rifatta più volte; quella attuale è medievale) e il monastero di Santi Pietro e Paolo.
Morì nel 604, prima di riuscire a completare la missione nell’Inghilterra settentrionale. La sua sede è ancora oggi la prima delle Chiese anglicane: l’Arcivescovo di Canterbury presiede la Comunione anglicana mondiale.