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Agostino Zhao Rong e compagni
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Agostino Zhao Rong e compagni

† 1930

Centoventi martiri della Cina — sacerdoti europei missionari e cattolici cinesi, laici e religiosi — morti per la fede tra il 1648 e il 1930 in diversi periodi di persecuzione. Agostino Zhao Rong era un soldato convertito divenuto sacerdote; gli altri 119 vengono da epoche diverse, uniti dalla stessa scelta di non rinnegare.

Centoventi vite

Il gruppo dei Martiri cinesi canonizzati nel 2000 da Giovanni Paolo II abbraccia quasi tre secoli di storia: dalla prima evangelizzazione dei Gesuiti nel XVII secolo alle persecuzioni dei Boxer del 1900 e a quelle successive. Centoventi persone di epoche diverse, uccise in modi diversi, con storie diverse — unite dal rifiuto di apostatare.

Agostino Zhao Rong

Il nome che dà il titolo al gruppo appartiene a un cinese: Zhao Rong era un soldato, guardia di un missionario europeo che stava per essere giustiziato nel 1815. Durante la marcia verso il luogo dell’esecuzione, la testimonianza del prigioniero lo convertì. Si fece battezzare, fu ordinato sacerdote. Nel 1815 fu a sua volta arrestato e morì in prigione nel 1815, probabilmente per torture.

La Rivolta dei Boxer

Il gruppo più numeroso appartiene al 1900, anno della Rivolta dei Boxer — un movimento nazionalista anti-straniero e anti-cristiano che prese di mira i missionari europei e i cattolici cinesi convertiti. La violenza fu vastissima: migliaia di cristiani cinesi furono uccisi nel nord della Cina. Tra i canonizzati ci sono interi villaggi cattolici, famiglie con bambini, anziani.

Il significato della canonizzazione

La canonizzazione del 2000 fu contestata dalla Repubblica Popolare Cinese, che la considerò un atto politico — tra i martiri c’erano anche missionari europei uccisi dalla politica imperialista. Giovanni Paolo II rispose che la Chiesa celebra tutti coloro che hanno dato la vita per la fede, senza distinzioni politiche. Il dialogo Vaticano-Cina ha continuato a oscillare su questo punto negli anni successivi.