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Alberto Magno
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Alberto Magno

1193–1280

Domenicano svevo, Alberto Magno fu il più grande enciclopedista scientifico del Medioevo: commentò Aristotele, studiò botanica, zoologia, mineralogia, astronomia, chimica, fisica — anticipando di secoli il metodo dell'osservazione empirica. Fu maestro di Tommaso d'Aquino. Dichiarato patrono degli scienziati nel 1941 da Pio XII, Dottore della Chiesa nel 1931.

Il commentatore di Aristotele

Alberto von Bollstädt nacque intorno al 1193 a Lauingen, in Svevia. Studiò a Padova, entrò nell’Ordine Domenicano nel 1223. Insegnò teologia a Colonia, Hildesheim, Friburgo, Regensburg, Strasburgo, poi di nuovo a Colonia — dove ebbe come studente un giovane domenicano siciliano: Tommaso d’Aquino.

Il progetto intellettuale di Alberto era ambizioso: commentare e rendere accessibile ai latini l’intera opera di Aristotele. A metà del XIII secolo, Aristotele era appena arrivato in Occidente attraverso le traduzioni dall’arabo: astronomia, biologia, fisica, metafisica, etica, politica. Alberto lesse, commentò, integrò con l’osservazione diretta.

L’osservatore della natura

Alberto era un osservatore sistematico della natura — una novità radicale in un ambiente teologico tendenzialmente platonico. Descrisse piante, animali, minerali in modo empirico: osservò, classificò, distinguendo ciò che aveva visto direttamente da ciò che riportava da altri. Il suo De vegetalibus descrive quattrocento specie vegetali con un metodo che anticipa la botanica moderna.

Fu vescovo di Regensburg dal 1260 al 1262, poi abbandonò la sede per tornare all’insegnamento — raro per l’epoca. Difese il Tomismo dopo la morte di Tommaso d’Aquino (1274) contro le condanne che colpivano alcune posizioni aristoteliche.

Morì a Colonia nel 1280. Beatificato nel 1622, dichiarato Dottore della Chiesa nel 1931 da Pio XI, proclamato patrono degli scienziati nel 1941 da Pio XII.