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Alfonso Maria de' Liguori
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Alfonso Maria de' Liguori

1696–1787

Avvocato napoletano che non perse mai una causa in otto anni di professione, poi si fece sacerdote dopo un clamoroso errore processuale che interpretò come segno divino. Fondò i Redentoristi, scrisse la Teologia Morale — la più usata nei seminari cattolici per due secoli — e fu vescovo di Sant'Agata dei Goti. Dottore della Chiesa, patrono dei confessori e dei moralisti.

L’avvocato che perse una causa

Alfonso Maria de Liguori nacque nel 1696 a Napoli da una famiglia nobile. Studiò legge, fu ammesso al foro a sedici anni — deroga per i talenti precoci — e per otto anni non perse mai una causa. Poi, nel 1723, durante un processo per una disputa su un feudo, commise un errore di lettura di un documento. Perse la causa, si umiliò di fronte al tribunale, tornò a casa distrutto.

Interpretò la sconfitta come un segnale. Si avvicinò agli ammalati dell’Ospedale degli Incurabili di Napoli, cominciò a svolgere opere di carità, e nel 1726 fu ordinato sacerdote. Non tornò mai al diritto.

I Redentoristi

Nel 1732 Alfonso fondò a Scala, vicino ad Amalfi, la Congregazione del Santissimo Redentore — i Redentoristi — con il fine di evangelizzare le popolazioni rurali povere del Mezzogiorno, abbandonate da un clero che preferiva le città. Le missioni popolari, i ritiri, la predicazione semplice erano i loro strumenti.

La Teologia Morale

Il contributo intellettuale più duraturo di Alfonso è la Theologia Moralis — opera di teologia morale riveduta ed ampliata per trent’anni, che propose un approccio equilibrato tra il rigorismo giansenista (che rendeva impossibile l’assoluzione) e il lassismo (che perdonava tutto). La posizione di Alfonso — il probabilismo moderato — divenne la norma nei seminari cattolici per due secoli.

Fu vescovo di Sant’Agata dei Goti dal 1762 al 1775, poi si ritirò per la salute. Morì nel 1787 a novantuno anni. Dichiarato Dottore della Chiesa nel 1871 da Pio IX, patrono dei confessori e dei moralisti nel 1950 da Pio XII.