Centodiciassette martiri del Vietnam — sacerdoti europei missionari, sacerdoti vietnamiti diocesani e laici — morti per la fede tra il 1745 e il 1862 durante le persecuzioni dei dinasti vietnamiti Tây Sơn e Nguyễn. Andrea Dung-Lac era un sacerdote vietnamita già catturato e liberato due volte prima della morte definitiva.
Il cattolicesimo nel Vietnam imperiale
Il cattolicesimo arrivò in Vietnam nel XVI-XVII secolo con i missionari domenicani e poi gesuiti, tra cui Alessandro de Rhodes che creò l’alfabeto romanizzato del vietnamita (il quốc ngữ, ancora in uso). Le comunità cristiane crebbero rapidamente, ma le persecuzioni si succedettero con regolarità: l’associazione del cristianesimo con i poteri coloniali europei (prima Portogallo, poi Francia) rendeva i cristiani vietnamiti sospetti di lealtà straniere.
Le persecuzioni furono intense tra il 1745 e il 1862. Il numero totale di martiri vietnamesi nei secoli è stimato in duecentomila.
Andrea Dung-Lac
Tran An Dung — il nome religioso era Andrea, il cognome religioso Lac — nacque intorno al 1795 da una famiglia pagana povera. Fu adottato da un catechista cristiano, si convertì, studiò teologia, fu ordinato sacerdote.
Durante le persecuzioni fu catturato due volte e liberato entrambe le volte attraverso riscatti pagati dai fedeli. La terza volta, nel dicembre 1839, fu decapitato insieme al sacerdote Pietro Thi.
La canonizzazione
I 117 martiri del Vietnam — 96 vietnamiti, 11 missionari spagnoli domenicani, 10 missionari francesi delle Missioni Estere di Parigi — furono canonizzati da Giovanni Paolo II il 19 giugno 1988 a Roma, davanti a tremila pellegrini vietnamiti giunti dall’esilio e dalla diaspora.