Santi
Ansgar
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Ansgar

801–865

Monaco franco chiamato 'Apostolo del Nord', Ansgar portò il Vangelo in Danimarca e Svezia in un'epoca in cui i Vichinghi saccheggiavano le coste cristiane d'Europa. Le sue missioni ottennero risultati fragili — la Scandinavia si sarebbe convertita definitivamente due secoli dopo la sua morte — ma gettarono il primo seme.

Il monaco missionario

Ansgar nacque intorno all’801 in Francia settentrionale (Picardia o Fiandra), da famiglia nobile. Orfano di madre in tenera età, fu affidato al monastero di Corbie in Piccardia — uno dei grandi centri della cultura carolingia. Da Corbie si spostò al monastero di Corvey in Sassonia, fondato come filiale dell’abbazia madre per evangelizzare la Germania orientale. Era il baricentro della missione franca verso i popoli germanici non ancora cristiani.

Nel 826 il re danese Harald Klak, battezzato in Francia per ragioni politiche, tornò in patria con un accompagnatore improbabile: Ansgar, ventiquattro anni, con un piccolo gruppo di monaci. La prima missione in Danimarca durò poco — Harald fu cacciato l’anno successivo — ma fu sufficiente ad aprire una scuola e battezzare i primi danesi.

La Svezia e Amburgo

Nel 829 il re svedese Björn inviò un’ambasceria a Ludovico il Pio chiedendo missionari. Ansgar partì. Arrivò a Birka, sul lago Mälaren — uno dei principali centri commerciali del nord — e vi trascorse quasi due anni. Convertì il preposito del re e fondò la prima comunità cristiana in Svezia. Tornò in Francia con la notizia che la porta era aperta.

Nel 831 Gregorio IV lo nominò arcivescovo di Amburgo e legato papale per la Danimarca, la Svezia, la Norvegia e i popoli slavi del Baltico. Ansgar costruì la cattedrale, aprì scuole, riscattò schiavi danesi per educali ed eventualmente impiegarli come missionari nel loro paese.

I Vichinghi e la perseveranza

Nel 845 una flotta vichinga risalì l’Elba e saccheggiò Amburgo. La cattedrale bruciò, la biblioteca andò perduta. Ansgar si trasferì a Brema, unificando le due sedi. Tornò in Danimarca e Svezia più volte, con risultati alterni: alcune conversioni, qualche chiesa aperta, poi ricadute nel paganesimo al cambio di re.

Morì nel 865 a Brema, senza aver visto la conversione stabile dei popoli nordici. Un secolo e mezzo dopo la sua morte, Harald Bluetooth avrebbe battezzato la Danimarca; la Svezia avrebbe aspettato ancora. Ma Ansgar aveva dimostrato che era possibile portarvi il Vangelo — e la testimonianza di quella possibilità non si era mai del tutto spenta.

Rimase famoso tra i suoi contemporanei per l’umiltà: quando qualcuno gli attribuiva miracoli, rispondeva che l’unico miracolo di cui aveva bisogno era diventare un cristiano migliore.