Medico di Cremona che si fece sacerdote e fondò a Milano la Congregazione dei Chierici Regolari di San Paolo — i Barnabiti — e le Angeliche, prime religiose legate ad un ordine maschile. Morì a trentasette anni, esausto, ma aveva già rinnovato la vita cristiana milanese con la predicazione, i quarantore e le processioni penitenziali.
Il medico sacerdote
Antonio Maria Zaccaria nacque nel 1502 a Cremona da una famiglia nobile. Rimasto orfano di padre, cresciuto dalla madre, studiò medicina a Padova e tornò a Cremona come medico dei poveri. Ma la cura delle anime lo attirava più di quella dei corpi: dopo anni di studio teologico privato, si fece ordinare sacerdote nel 1528.
A Milano entrò in contatto con Bartolomeo Ferrari e Giacomo Antonio Morigia, due nobili milanesi con le stesse aspirazioni. Nel 1530 fondarono insieme la Congregazione dei Chierici Regolari di San Paolo — sacerdoti che vivevano in comunità con voti religiosi ma si dedicavano alla predicazione e al ministero pastorale in città. Si stabilirono presso la chiesa di San Barnaba a Milano: da qui il nome popolare di Barnabiti.
Le innovazioni pastorali
Zaccaria introdusse alcune pratiche che sarebbero diventate fondamentali nella spiritualità cattolica post-tridentina: i Quarantore — quaranta ore di adorazione eucaristica continua — che si diffusero in tutta la Controriforma; le processioni penitenziali con crocifissi sanguinanti, che scandalizzavano ma attiravano masse di fedeli.
Fondò anche le Angeliche di San Paolo — donne consacrate legate alla congregazione — un caso precoce di istituto femminile in stretta collaborazione con un ordine maschile.
La fine precoce
Le innovazioni di Zaccaria attirarono sia seguaci che oppositori: fu sottoposto a processi ecclesiastici, accusato di fanatismo, poi prosciolto. Il lavoro frenetico lo consumò. Tornò a Cremona malato nel 1539 e morì il 5 luglio, a trentasette anni. Canonizzato nel 1897 da Leone XIII.