Levita cipriota che nella prima comunità cristiana di Gerusalemme vendette i suoi campi e portò il ricavato agli apostoli, Barnaba fu il compagno di missione di Paolo nelle prime due spedizioni. Presentò Paolo agli apostoli quando nessuno si fidava di lui, e in seguito lo accompagnò in tutto il Mediterraneo. La sua Lettera, attribuitagli da alcuni Padri, è uno dei testi dell'era apostolica.
Il figlio dell’incoraggiamento
Il nome Barnaba significa in aramaico figlio dell’incoraggiamento o figlio della profezia — è il soprannome datogli dagli apostoli; il suo nome originale era Giuseppe. Era levita, originario di Cipro, già residente a Gerusalemme quando conobbe Gesù o la prima comunità.
Negli Atti degli Apostoli (4,36-37) è presentato come uno dei primi a praticare la comunione dei beni: vendette un terreno e portò il ricavato ai piedi degli apostoli. Un gesto che in quella comunità nascente aveva un valore sia pratico che simbolico.
Il mediatore di Paolo
Quando Saulo di Tarso, dopo la conversione sulla via di Damasco, tentò di unirsi alla comunità di Gerusalemme, i discepoli avevano paura di lui — il persecutore si era convertito? o era una trappola? Fu Barnaba a fare da garante: portò Paolo dagli apostoli e raccontò la storia della sua conversione. Senza questo intervento, Paolo avrebbe potuto essere escluso dalla comunità nascente.
Le missioni
Barnaba e Paolo viaggiarono insieme nella prima missione in Cipro e in Asia Minore, poi andarono insieme al Concilio di Gerusalemme (49 d.C.). Si separarono per una discussione su Marco — Barnaba voleva portare con sé il giovane che aveva abbandonato la prima missione; Paolo non voleva. Barnaba prese Marco e tornò a Cipro. Paolo partì con Sila.
La tradizione cipriota considera Barnaba il fondatore della Chiesa di Cipro e lo venerò come vescovo-martire. Una lettera attribuita a Barnaba — la Lettera di Barnaba — fu considerata da alcuni Padri parte del canone: oggi è classificata come apocrifa.