Canonico e teologo di Colonia, maestro di scuola di fama europea, Bruno lasciò tutto — una carriera ecclesiastica brillante, la promessa di un arcivescovado — per ritirarsi nel deserto della Chartreuse, nelle Alpi francesi, con sei compagni. Fondò il monachesimo certosino: il più austero e silenzioso dell'Occidente cristiano.
Il maestro di Reims
Bruno nacque intorno al 1030 a Colonia. Studiò a Reims e Parigi, poi insegnò teologia e filosofia alla scuola cattedrale di Reims per vent’anni — fu maestro, tra gli altri, del futuro papa Urbano II. Era uno degli intellettuali più rispettati d’Europa.
Nel 1074 il vescovo Manasse di Reims — corrotto e violento — lo cacciò dalla scuola per motivi oscuri, probabilmente perché Bruno aveva denunciato la sua simonia. Poi lo richiamò. Bruno andò e tornò più volte, finché decise che aveva altro da fare.
La Chartreuse
Nel 1084 Bruno e sei compagni si ritirarono nelle montagne della Chartreuse, vicino a Grenoble, con il sostegno del vescovo Ugo. Costruirono una piccola chiesa e celle separate. Non scrissero una regola formale: vivevano secondo ciò che la tradizione eremitica indicava — silenzio, preghiera, lavoro manuale, poco cibo, pochissimi contatti.
La Charterhouse — il termine inglese per “certosa” — divenne il modello di tutti i monasteri certosini successivi. L’Ordine Certosino non ha mai subito una riforma perché, dice la tradizione, “nunquam reformata quia nunquam deformata” — non mai riformata perché non mai deformata.
Bruno non era il capo: rifiutò ogni titolo. Quando il suo antico allievo Urbano II — ora papa — lo chiamò a Roma come consigliere, andò ma continuò a vivere in eremitaggio. Poi si ritirò in Calabria, dove fondò un altro eremo. Morì il 6 ottobre 1101 nella Certosa di Torre, in Calabria.
Non è mai stato formalmente canonizzato: il papa Clemente XI nel 1514 estese il suo culto a tutta la Chiesa, ma senza seguire il processo formale di canonizzazione — considerato non necessario per chi era già venerato da secoli.