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Carlo Lwanga e compagni
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Carlo Lwanga e compagni

† 1886

Ventidue giovani cristiani ugandesi — cattolici e anglicani — martirizzati tra il 1885 e il 1887 per ordine del re Kabaka Mwanga II del Buganda, che li accusò di rifiutarsi di cedere alle sue richieste sessuali e di obbedire più al loro Dio che a lui. Carlo Lwanga, maggiordomo di corte di ventiquattro anni, guidò il gruppo e fu bruciato vivo.

Il regno del Buganda

Il regno del Buganda — nell’attuale Uganda — era uno degli stati più organizzati dell’Africa centrale dell’Ottocento quando i missionari europei vi arrivarono negli anni Settanta. I missionari cattolici (i Padri Bianchi) e quelli anglicani (la Church Missionary Society) trovarono un terreno fertile: il re Mutesa I favoriva la presenza dei cristiani come contrappeso alla presenza islamica.

Il figlio e successore, Mwanga II, aveva un carattere diverso: irascibile, crudele, sessualmente violento verso i giovani paggi di corte.

Il conflitto

I giovani pagi convertiti al cristianesimo — tra i quindici e i venticinque anni — cominciarono a resistere alle richieste sessuali del re. Non per politica o ideologia, ma per la nuova coscienza morale che la fede aveva loro dato. Questo fu interpretato da Mwanga come un atto di disobbedienza politica: chi obbedisce a un dio straniero non obbedisce al re.

Il 25 maggio 1886 Mwanga ordinò di bruciare vivi i paggi cristiani. Carlo Lwanga, il loro capo informale, guidò il gruppo nella cattura: era il maggiordomo della corte, aveva ventisei anni, aveva battezzato personalmente alcuni compagni la notte prima.

Il martirio

I ventiduo furono condotti a Munyonyo, poi a Kampala. Lwanga fu bruciato separatamente, con una lentezza deliberata, per farlo rinnegare. Non rinnegò. Gli altri furono bruciati in un rogo collettivo. Tra loro c’erano anche protestanti — il martirio ecumenico più antico registrato.

Canonizzati nel 1964 da Paolo VI, durante il Concilio Vaticano II, nella prima canonizzazione celebrata sulla tomba di Pietro. Giovanni Paolo II visitò il santuario di Namugongo nel 1993: era pieno di oltre un milione di fedeli.