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Caterina d'Alessandria
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Caterina d'Alessandria

Giovane filosofa alessandrina che secondo la leggenda medievale confutò cinquanta filosofi pagani inviati dall'imperatore Massenzio, rifiutò le avances dell'imperatore, fu condannata alla ruota dentata — che si spezzò miracolosamente — e infine decapitata. È una delle sante più popolari del Medioevo, ma la sua storicità è discussa. Rimossa dal calendario romano nel 1969, ripristinata nel 2002.

La filosofa del mito medievale

Di Caterina d’Alessandria non esiste alcuna menzione nelle fonti storiche anteriori al VI-VII secolo. Gli Atti medievali la descrivono come una giovane donna nobile di Alessandria d’Egitto, vissuta ai tempi dell’imperatore Massenzio (inizio IV secolo), dotata di grande bellezza e cultura filosofica.

Secondo la leggenda: si convertì al cristianesimo dopo una visione; rifiutò di sposare l’imperatore perché aveva già scelto Cristo come sposo; fu convocata a disputare con cinquanta filosofi pagani e li confutò tutti; alcuni di loro si convertirono al cristianesimo e furono uccisi. Fu condannata alla ruota dentata — strumento di tortura che si spezzò miracolosamente — e infine decapitata.

Il culto medievale

Nonostante l’incertezza storica, il culto di Caterina fu enormemente diffuso nel Medioevo occidentale. Era una delle Quattordici Sante Ausiliarie — un gruppo di santi invocati per necessità particolari. Migliaia di chiese, ospedali e confraternite portavano il suo nome. Giovanna d’Arco la nominava come una delle voci che la guidavano.

Era il simbolo della donna intellettuale cristiana: sapiente, coraggiosa, disposta a sfidare il potere.

Il Sinai

Il Monte Sinai — con il Monastero di Santa Caterina, fondato dall’imperatore Giustiniano nel VI secolo — è collegato al suo culto dalla tradizione che vuole le sue reliquie trasportate miracolosamente dagli angeli sul monte dopo il martirio.

Fu rimossa dal calendario romano generale nel 1969 per la dubbia storicità, ma il suo culto locale fu consentito; nel 2002 fu ripristinata nel calendario come memoria facoltativa.