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Cirillo di Alessandria
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Cirillo di Alessandria

376–444

Patriarca di Alessandria, Cirillo guidò il Concilio di Efeso del 431 che definì Maria come Theotokos — Madre di Dio — e condannò Nestorio, il patriarca di Costantinopoli che sosteneva che Maria fosse solo madre dell'uomo Gesù, non di Dio. Una delle figure più combattive e controverse della storia dogmatica della Chiesa.

Il patriarca combattivo

Cirillo nacque intorno al 376 ad Alessandria d’Egitto, nipote del patriarca Teofilo di Alessandria. Divenne patriarca alla morte dello zio nel 412. Era intelligente, energico, tenace — e spietato verso chi considerava nemici della fede.

I primi anni del suo patriarcato furono segnati da episodi violenti: scontri con la comunità ebraica di Alessandria, che portarono a espulsioni e saccheggi; la morte della filosofa Ipazia nel 415, trascinata per le strade da una folla di parabolani cristiani e uccisa. Il ruolo diretto di Cirillo in quest’ultimo evento è discusso dagli storici, ma la responsabilità almeno indiretta sembra difficile da escludere.

Nestorio e il Concilio di Efeso

Il vero scontro teologico arrivò con Nestorio, patriarca di Costantinopoli dal 428. Nestorio sosteneva che in Cristo ci fossero due persone — una divina e una umana — e che perciò Maria non potesse essere chiamata Theotokos (Madre di Dio), ma solo Christotokos (Madre di Cristo-uomo).

Per Cirillo era un errore con conseguenze enormi: se le due nature di Cristo sono anche due persone, allora è Cristo-uomo che nasce, soffre e muore — non Dio. La salvezza è compromessa.

Cirillo scrisse lettere infuocate a Nestorio, poi al papa Celestino I, poi all’imperatore. Ottenne la convocazione del Concilio di Efeso nel 431. Lo presiedette personalmente, aprendo i lavori prima dell’arrivo dei delegati nestoriani. Il concilio condannò Nestorio e definì Maria Theotokos: la folla di Efeso festeggiò per le strade.

La reazione contro Cirillo fu durissima: fu a sua volta condannato dai nestoriani, imprigionato brevemente. Ma il papa Sisto III confermò le decisioni di Efeso.

Dichiarato Dottore della Chiesa nel 1882 da Leone XIII.