Terzo successore di Pietro, Clemente I è autore della Lettera ai Corinzi — primo documento del primato romano, scritto verso il 96 d.C. — una delle testimonianze più antiche del governo della Chiesa cristiana. La tradizione lo vuole discepolo diretto di Pietro e Paolo. Fu esiliato in Crimea e martirizzato gettato in mare con un'ancora.
La lettera ai Corinzi
Di Clemente I sappiamo pochissimo con certezza. Fu papa — terzo successore di Pietro, secondo Ireneo di Lione — verso la fine del I secolo, probabilmente dal 88 al 99 circa.
Ci è pervenuto un documento di grande importanza: la Prima Lettera ai Corinzi (o Lettera di Clemente), scritta dalla chiesa di Roma alla chiesa di Corinto verso il 96 d.C. La comunità di Corinto aveva deposto alcuni presbiteri legittimi; la lettera romana li esorta a reintegrarli e a obbedire ai propri capi.
È uno dei testi più antichi della letteratura cristiana extra-canonica. Importanti per due motivi:
Il contenuto: afferma che l’ordine nella Chiesa viene da Cristo attraverso gli Apostoli, che nominarono i loro successori. È la prima formulazione esplicita della successione apostolica nella letteratura cristiana.
Il tono: la chiesa di Roma scrive alla chiesa di Corinto — un’altra chiesa, in un’altra città — per intervenire in una questione disciplinare. È il primo documento storico del primato romano in azione.
Il martirio in Crimea
La tradizione vuole che Clemente fosse stato esiliato dall’imperatore Traiano nelle miniere di marmo della Crimea, e che fosse stato martirizzato gettando in mare con un’ancora al collo. Le reliquie, recuperate miracolosamente, furono in parte portate a Mosca nel IX secolo dai santi Cirillo e Metodio durante il loro viaggio in Crimea. La basilica di San Clemente a Roma è una delle più affascinanti di Roma: tre livelli sovrapposti — la basilica medievale, una paleocristiana del IV secolo, e sotto ancora, strutture romane del I secolo.