Moglie e madre romana del Quattrocento, Francesca de' Ponziani condusse per quarant'anni una vita intensa di preghiera e carità nel cuore di Roma, fondando le Oblate di Santa Maria. Vide per tutta la vita il proprio angelo custode camminare al suo fianco. La sua patronanza sugli automobilisti — apparentemente strana — viene dalla visione notturna dell'angelo che illuminava la strada.
La sposa
Francesca de’ Ponziani nacque a Roma nel 1384, in una famiglia nobile. A dodici anni avrebbe voluto entrare in convento, ma il padre la diede in sposa a Lorenzo de’ Ponziani, nobile romano, con cui visse quarant’anni in un matrimonio sereno e fecondo. Ebbero tre figli, di cui due morirono bambini durante la pestilenza.
Nella sua casa sull’Isola Tiberina, Francesca riuscì a conciliare i doveri di moglie e madre con una vita di intensa preghiera e carità verso i poveri. Insieme all’amica Vannozza de’ Ponziani, cognata, percorreva i quartieri più poveri di Roma portando aiuti. Vendette i propri gioielli e parte del patrimonio della famiglia per assistere i malati durante la grande epidemia del 1410.
Le prove
La vita di Francesca fu segnata da prove durissime. I conflitti tra le grandi famiglie romane colpirono i Ponziani: il marito fu esiliato, uno dei figli preso in ostaggio, la casa saccheggiata. Francesca rimase a Roma, assistendo i soldati feriti. Sopportò tutto con una pace che i contemporanei descrivevano come soprannaturale.
L’angelo
Le fonti biografiche — scritte dal suo confessore Giovanni Mattiotti — raccontano che a partire dal 1425 Francesca vide continuamente al suo fianco un angelo bambino che illuminava la strada nelle notti buie, la avvertiva dei pericoli, la accompagnava nella preghiera. Questa visione dell’angelo custode come luce nella notte è alla base della sua paradossale patronanza degli automobilisti, introdotta nel XX secolo.
Le Oblate e gli ultimi anni
Nel 1425 Francesca fondò una congregazione di donne laiche — le Oblate di Santa Maria — che vivevano nel mondo ma seguivano la Regola benedettina, dedicandosi all’assistenza dei poveri di Roma. Quando il marito morì nel 1436, Francesca entrò nel monastero che aveva fondato sull’Aventino, dove trascorse gli ultimi quattro anni della vita. Morì il 9 marzo 1440. Venne canonizzata nel 1608 da Paolo V.