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Francesco di Sales
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Francesco di Sales

1567–1622

Vescovo savoiardo che riconquistò il Chablais calvinista distribuendo foglietti apologetici casa per casa, Francesco di Sales pensò una spiritualità non per i monasteri ma per la vita ordinaria — per i mercanti, le madri di famiglia, i soldati. La sua 'Introduzione alla vita devota' è ancora oggi il libro di spiritualità pratica più letto della storia.

Il Chablais calvinista

Francesco nacque nel 1567 al castello di Sales, in Savoia, figlio primogenito di una famiglia nobile. Studiò a Parigi e a Padova (dove si laureò in legge), poi — contro la volontà del padre che lo destinava alla carriera politica — fu ordinato sacerdote nel 1593 e divenne provicario della diocesi di Ginevra.

Ginevra era la città di Calvino, e la cattedra episcopale era in esilio ad Annecy. Il Chablais, la regione a sud del lago Lemano, era stato calvinista per cinquant’anni. Nel 1594 Francesco si offrì di andarvi come missionario. Con un cugino, a piedi, attraversò le Alpi in inverno. I sacerdoti erano proibiti nel territorio: dormivano nei fienili, mangiavano quello che trovavano.

La predicazione non funzionava — i calvinisti non ascoltavano. Francesco cambiò tattica: scrisse foglietti esplicativi delle controversie teologiche e li infilò sotto le porte. Quattro anni dopo, si stima che decine di migliaia di persone fossero tornate al cattolicesimo. Quei foglietti sono considerati la prima forma di giornalismo apologetico — e per questo Francesco è patrono dei giornalisti.

L’introduzione alla vita devota

Nel 1602 fu nominato vescovo di Ginevra (in esilio ad Annecy). Come vescovo era semplice, accessibile, privo di fasto. Ma la sua influenza più profonda venne dai libri.

L’Introduzione alla vita devota (1609) nacque dalla corrispondenza spirituale con una cugina, Luisa di Chastel, che gli chiedeva come vivere da cristiana nel mondo. Francesco le rispose con lettere sempre più sistematiche, poi raccolte in volume. Il principio fondamentale: «È un errore e un’eresia voler bandire la vita devota dalla compagnia dei soldati, dall’officina degli artigiani, dalla corte dei principi, dal focolare domestico degli sposi. È vero che la devozione puramente contemplativa si addice ai monasteri; ma nessuna devozione è incompatibile con alcuna vocazione.»

Il Trattato sull’amore di Dio (1616) approfondì la teologia mistica: l’amore come forza unificante dell’esistenza, capace di santificare ogni azione ordinaria.

La Visitazione

Con Giovanna Francesca de Chantal — vedova borgognona incontrata nel 1604 durante una missione quaresimale — fondò nel 1610 l’Ordine della Visitazione. L’intuizione era rivoluzionaria: un monastero aperto alle donne di salute cagionevole, alle vedove, alle anziane — a tutte quelle che gli ordini contemplativi tradizionali rifiutavano per eccesso di austerità. La regola era dolce e la clausura inizialmente assente (poi imposta da Roma).

Morì il 28 dicembre 1622 a Lione, durante un viaggio di ritorno da Parigi. Pio IX lo dichiarò Dottore della Chiesa nel 1877, con il titolo di Doctor caritatis — Dottore della carità. Fu il primo Dottore della Chiesa canonizzato dopo il Concilio di Trento.