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Gennaro di Benevento
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Gennaro di Benevento

† 305

Vescovo di Benevento martirizzato durante la persecuzione di Diocleziano, Gennaro è il patrono di Napoli e protagonista di uno dei fenomeni religiosi più celebri del mondo cattolico: la liquefazione del suo sangue, conservato in ampolle nella cattedrale di Napoli, che si ripete tre volte l'anno davanti alla folla. Se il sangue non si liquefa, la tradizione parla di segnali sinistri.

Il vescovo di Benevento

Di Gennaro sappiamo pochissimo con certezza storica. Era vescovo di Benevento, probabilmente di origine campana, e fu martirizzato durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano, intorno al 305. Secondo la tradizione fu decapitato vicino all’anfiteatro di Pozzuoli.

Le sue reliquie furono traslate a Napoli intorno al V secolo. La testa è conservata nella cattedrale; il sangue — raccolto in due ampolle di vetro da una donna devota durante o dopo il martirio, secondo la tradizione — è conservato in un prezioso reliquiario nella stessa cattedrale.

La liquefazione

La liquefazione del sangue di San Gennaro è uno dei fenomeni religiosi più famosi e discussi al mondo. Avviene tre volte l’anno: il 19 settembre (festa principale), il sabato prima della prima domenica di maggio, e l’8 dicembre (Immacolata). Davanti a migliaia di fedeli riuniti nella cattedrale, il vescovo di Napoli tiene in mano il reliquiario con le ampolle: il sangue, che si presenta solidificato e scuro, si liquefa e diventa di colore rosso vivo.

L’operazione dura da pochi minuti a ore. Se il sangue non si liquefa, la tradizione napoletana considera il fatto come presagio di calamità.

Il fenomeno è stato studiato da chimici e fisici: le spiegazioni naturali proposte — l’effetto tissotropico, le particelle coloidali — non convincono pienamente gli scettici né soddisfano i credenti. Rimane inspiegato.