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Giacomo il Minore
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Giacomo il Minore

5–62

Figlio di Alfeo e parente di Gesù, Giacomo il Minore fu il primo vescovo di Gerusalemme e guida indiscussa della comunità madre del cristianesimo. Autore di una delle lettere più pratiche del Nuovo Testamento, fu gettato dal pinnacolo del Tempio e finito a colpi di bastone per volere del sommo sacerdote.

Il vescovo di Gerusalemme

Giacomo detto il Minore — per distinguerlo da Giacomo il Maggiore, figlio di Zebedeo — è figlio di Alfeo. I Vangeli lo citano nella lista degli apostoli senza aggiungere altro. Eppure divenne una delle figure più importanti della Chiesa delle origini.

San Paolo, nella Lettera ai Galati, lo menziona tra i “pilastri” della Chiesa, insieme a Pietro e Giovanni. Quando Pietro fu liberato miracolosamente dal carcere, incaricò di informare “Giacomo e i fratelli” (At 12,17) — segno che Giacomo era già riconosciuto come guida.

Il Concilio di Gerusalemme

Nel 49 d.C., quando scoppiò la controversia sulla circoncisione dei pagani convertiti, si tenne a Gerusalemme il primo concilio della storia cristiana. Fu Giacomo a pronunciare la sentenza finale: “Io ritengo che non si debbano importunare quelli che si convertono a Dio tra i pagani” (At 15,19). La sua autorità fu determinante per la libertà dei gentili dalla Legge di Mosè.

La lettera

La Lettera di Giacomo è il testo più pratico del Nuovo Testamento: senza grandi voli teologici, insiste sulla coerenza tra fede e opere. “La fede senza le opere è morta.” (Gc 2,26). Parla ai poveri oppressi dai ricchi, invita alla pazienza, mette in guardia contro il peccato della lingua. Lutero, che la trovava troppo poco paolina, la chiamò “epistola di paglia”. La tradizione cattolica ne ha sempre difeso il valore canonico.

Il martirio

Secondo lo storico ebreo Giuseppe Flavio, nell’anno 62 d.C. il sommo sacerdote Anano II, approfittando dell’interregno tra due procuratori romani, convocò il Sinedrio e fece condannare a morte Giacomo. Fu gettato dal pinnacolo del Tempio e, sopravvissuto alla caduta, fu finito a colpi di bastone o con una mazza da follatore. Morì pregando per i suoi assassini: “Signore, perdona loro perché non sanno quello che fanno.”