Il 29 agosto commemora la morte di Giovanni Battista, decapitato per ordine di Erode Antipa su richiesta di Salomè, a sua volta istigata dalla madre Erodiade — che odiava il Battista per aver denunciato pubblicamente il suo matrimonio adultero con il fratello del marito. Il capo fu portato su un vassoio durante un banchetto.
La denuncia pubblica
Giovanni Battista aveva predicato nel deserto della Giudea: “Convertitevi, il regno dei cieli è vicino.” Non si limitava alla predicazione generica: denunciava i peccati specifici di persone specifiche. Quando Erode Antipa, tetrarca di Galilea, divorziò dalla propria moglie per sposare Erodiade — moglie del suo fratellastro Filippo, ancora in vita — Giovanni lo denunciò pubblicamente: “Non ti è lecito avere la moglie di tuo fratello.”
Erode aveva soggezione del Battista, temeva la sua popolarità, lo sapeva uomo giusto — ma Erodiade lo odiava ferocemente. Per quietare la moglie, fece imprigionare Giovanni nella fortezza di Macheronte, sul Mar Morto.
Il banchetto di Erode
Marco 6 e Matteo 14 narrano l’episodio con dettagli cinematografici. Durante un banchetto di compleanno di Erode, la figlia di Erodiade — tradizionalmente chiamata Salomè, anche se i Vangeli non la nominano così — danzò in modo che compiacque molto il re. Erode giurò davanti agli ospiti che le avrebbe dato qualunque cosa chiedesse, anche metà del regno.
Salomè andò dalla madre: cosa chiedo? Erodiade non esitò: “La testa di Giovanni il Battista.”
Erode era addolorato — sapeva che stava commettendo un’ingiustizia — ma non volle fare figura da bugiardo davanti ai convitati. Mandò il boia. La testa fu portata su un vassoio e consegnata alla ragazza, che la portò alla madre.
Il significato liturgico
La liturgia celebra il 24 giugno la Natività di Giovanni (uno dei pochi santi di cui si celebra la nascita) e il 29 agosto la sua morte — la Decollazione, la decapitazione. Due feste per l’unico profeta di cui Gesù disse: “Tra i nati di donna non è sorto nessuno più grande di Giovanni il Battista.”