Santi
Giovanni Damasceno
← Tutti i santi dottore · monaco

Giovanni Damasceno

675–749

Monaco del monastero di San Saba vicino a Gerusalemme, Giovanni Damasceno fu l'ultimo grande teologo sistematico del pensiero cristiano greco. La sua Fonte della Conoscenza è la prima summa teologica della storia cristiana. Combatté duramente l'iconoclasmo, difendendo il culto delle immagini in tre grandi trattati. Dottore della Chiesa dal 1890.

Il funzionario del califfo

Giovanni nacque intorno al 675 a Damasco, in una famiglia cristiana al servizio dell’amministrazione omayyade. La Siria era sotto dominio islamico dal 636; i cristiani potevano praticare la propria fede e occupare posizioni amministrative. Giovanni ereditò dal padre la carica di tesoriere o funzionario del califfo.

Verso i quarant’anni abbandonò la carriera amministrativa e si fece monaco nel monastero di San Saba, nella Giudea arida vicino al Mar Morto. Lì scrisse la maggior parte delle sue opere.

La Fonte della Conoscenza

La sua opera principale è la Fonte della Conoscenza — un’enciclopedia teologica in tre parti: filosofia, eresie, teologia ortodossa. La terza parte — Esposizione esatta della fede ortodossa — è la prima summa teologica sistematica della storia cristiana, che organizza in forma definitiva la dottrina elaborata dai concili e dai Padri fino a quel momento. Sarà una delle fonti principali di Tommaso d’Aquino nel XIII secolo.

L’iconoclasmo

La battaglia più famosa di Giovanni Damasceno fu contro l’iconoclasmo — il movimento che sosteneva che le immagini sacre fossero idoli e dovessero essere distrutte. L’imperatore Leone III emise i suoi editti iconoclasti nel 726-730.

Giovanni era fuori dalla portata imperiale — viveva in territorio islamico. Scrisse tre Trattati sulle immagini sacre che difendono il culto delle icone con argomenti teologici solidi: l’Incarnazione di Cristo — Dio che prende forma umana — giustifica la rappresentazione del divino nella materia.

I suoi argomenti furono adottati dal Secondo Concilio di Nicea (787) che restaurò il culto delle icone.

Dichiarato Dottore della Chiesa nel 1890 da Leone XIII.