Santi
Giovanni Maria Vianney
← Tutti i santi confessore

Giovanni Maria Vianney

1786–1859

Parroco del piccolo villaggio di Ars, in Francia, Giovanni Maria Vianney attrasse nel corso di decenni centinaia di migliaia di pellegrini in un borgo di duecento anime. Trascorreva fino a sedici ore al giorno in confessionale. Studiante mediocre, ordinato sacerdote per grazia derogatoria, divenne il più celebre confessore d'Europa. È il patrono universale dei parroci.

Il seminarista che non riusciva a studiare

Giovanni Maria Vianney nacque nel 1786 ad Écully, vicino a Lione, durante la Rivoluzione Francese. Crebbe in un’epoca in cui i preti erano perseguitati, le chiese chiuse, la fede praticata clandestinamente. A diciotto anni cominciò gli studi per il sacerdozio — tardi, e con grandi difficoltà. La teologia in latino era per lui impenetrabile; fu respinto al primo esame.

L’abbé Balley, suo padre spirituale, convinse le autorità diocesane a ordinarlo comunque nel 1815, rispondendo della sua virtù. Nel 1818 fu assegnato come parroco ad Ars — un villaggio di duecento abitanti nel dipartimento dell’Ain.

Il confessionale

Vianney rimase ad Ars per quarant’anni, fino alla morte. La sua vita era di una semplicità ascetica estrema: dormiva quattro ore, mangiava poco, portava cilicio. La parrocchia era trascurata; la rimise in piedi con predicazione intensa, chiusura delle osterie e dei balli, visita porta a porta.

Ma fu il confessionale che lo rese famoso. La gente cominciò ad arrivare da fuori Ars per confessarsi con lui — prima dalle parrocchie vicine, poi da Lione, poi da tutta la Francia. A metà Ottocento arrivavano fino a 300-400 pellegrini al giorno: le ferrovie appena costruite mettevano Ars a portata da Parigi. Vianney trascorreva dodici, poi quattordici, poi sedici ore al giorno in confessionale.

Più volte chiese di ritirarsi in un monastero — non voleva quella fama. Ogni volta i fedeli lo fermarono. Morì ad Ars nel 1859. Beatificato nel 1905 da Pio X, canonizzato nel 1925 da Pio XI. Dichiarato patrono dei parroci nel 1929 da Pio XI.