Il papa della Lotta per le Investiture: Gregorio VII scontantrò con Enrico IV di Germania il diritto di nominare i vescovi — il principale strumento di controllo del potere laico sulla Chiesa. Dopo che Enrico IV lo depose con un sinodo, Gregorio lo scomunicò. L'imperatore si umiliò a Canossa nel 1077. La guerra continuò comunque, e Gregorio morì in esilio a Salerno.
Il riformatore radicale
Ildebrando di Soana nacque intorno al 1015 in Toscana. Monaco cluniacense formatosi a Roma, divenne il consigliere più influente di cinque papi prima di essere eletto papa lui stesso nel 1073. Prese il nome di Gregorio VII.
Il programma era chiaro: liberare la Chiesa dal controllo del potere laico. I vescovi, i grandi abati, i papi stessi erano spesso nominati da re e imperatori in cambio di denaro o fedeltà politica — la simonia e il nepotismo dilageravano. Gregorio voleva che la Chiesa si governasse da sola, secondo il diritto canonico, senza interferenze dei laici.
La Lotta per le Investiture
Il punto cruciale era la investitura episcopale: il rito con cui il re consegnava al vescovo anello e bastone pastorale, simboli del suo ufficio. Gregorio lo vietò nel 1075: solo il papa poteva investire i vescovi.
L’imperatore Enrico IV non accettò. Riunì un sinodo di vescovi tedeschi che deposero Gregorio. Gregorio rispose scomunicando Enrico e liberando i suoi sudditi dal giuramento di fedeltà.
Canossa
La scomunica era una catastrofe politica: i principi tedeschi avevano fino a febbraio 1077 per decidere se restare fedeli a un imperatore scomunicato o no. Enrico corse ai ripari: si presentò al castello di Canossa, in Emilia, dove Gregorio era ospite della contessa Matilde, e rimase tre giorni nel cortile a piedi nudi nella neve, in attesa di assoluzione.
Gregorio lo assolse — non poteva fare altrimenti, davanti a un penitente. Ma la guerra politica continuò. Enrico riprese il controllo, elesse un antipapa, e nel 1084 scese su Roma. Gregorio fu liberato dai Normanni di Roberto il Guiscardo, ma i Normanni saccheggiarono Roma in modo così devastante che la popolazione si rivoltò contro di lui. Gregorio morì in esilio a Salerno nel 1085.
Beatificato nel 1584 da Gregorio XIII, canonizzato nel 1728 da Benedetto XIII.