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Lorenzo Ruiz e compagni
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Lorenzo Ruiz e compagni

† 1637

Lorenzo Ruiz — filippino di padre cinese e madre tagala, laico sposato con tre figli — fu il primo martire filippino canonizzato. Fuggì alle Filippine per sfuggire a una falsa accusa di omicidio, si imbarcò su una nave di domenicani missionari diretta in Giappone. Catturato dai Tokugawa, rifiutò di apostatare e fu giustiziato nel 1637.

Il fuggiasco involontario

Lorenzo Ruiz nacque intorno al 1600 a Manila, figlio di padre cinese e madre tagala. Era cristiano, sposato con una donna tagala, padre di tre figli. Lavorava come calligrafo per i Domenicani di Manila.

Nel 1636 fu accusato di omicidio — le circostanze sono incerte, probabilmente era innocente o il delitto era involontario — e fuggì per sottrarsi alla giustizia coloniale spagnola. Si imbarcò sulla prima nave disponibile: una che portava tre sacerdoti domenicani missionari diretti in Giappone.

Non poteva sapere cosa lo aspettava.

Il Giappone dei Tokugawa

Il Giappone degli anni Trenta del Seicento era in uno dei periodi più bui per il cattolicesimo locale: lo shogunato Tokugawa, dopo aver tollerato e poi avversato la presenza cristiana per decenni, aveva scatenato una persecuzione sistematica. I cristiani giapponesi — che arrivavano a duecentomila — erano torturati e uccisi a migliaia. I missionari stranieri venivano giustiziati non appena identificati.

Lorenzo Ruiz sbarcò in Giappone nel 1636. Catturato insieme ai compagni, fu torturato: il supplizio della fosca, la tortura per immersione a testa in giù. Offrirono la vita in cambio dell’apostasia.

La risposta di Lorenzo, tradotta per il tribunale: “Sono cristiano e morirò per Dio. Se avessi mille vite, le darei tutte per Lui.”

Fu giustiziato il 29 settembre 1637. Canonizzato nel 1987 da Giovanni Paolo II, primo santo filippino della storia.