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Lucia di Siracusa
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Lucia di Siracusa

† 304

Giovane martire siracusana del IV secolo, Lucia è una delle sante più venerate della liturgia cristiana — il suo nome appare nel Canone Romano. La leggenda medievale narra che strappò i propri occhi per non doversi sposare, e che Dio glieli restituì più belli. In Svezia la sua festa del 13 dicembre — vicina al solstizio d'inverno — è la principale festa della luce dell'anno.

La martire siracusana

Lucia nacque in Siracusa intorno al 283. La tradizione la descrive come una giovane donna cristiana che aveva fatto voto di verginità. La madre era malata; Lucia la portò a Catania sulla tomba di Agata, dove la madre guarì. Di ritorno, Lucia comunicò al fidanzato la propria intenzione di non sposarsi e di distribuire ai poveri la dote.

Il fidanzato la denunciò al governatore romano. Siamo nel 303-304, durante la persecuzione di Diocleziano. Lucia fu condannata alla prostituzione forzata — il più umiliante dei supplizi per una vergine cristiana. Secondo la leggenda, i soldati non riuscirono a spostarla: era pesante come una montagna. Fu poi condannata al fuoco, ma le fiamme non la toccarono. Infine fu decapitata con una spada al collo.

Gli occhi

La leggenda medievale aggiunge un episodio che non è nei testi antichi: Lucia si strappò i propri occhi per non piacere al fidanzato che la voleva. Dio glieli restituì più belli. Da qui l’iconografia con gli occhi su un vassoio — e il patronato sui ciechi. Il nome Lucia deriva dal latino lux, luce: la connessione era facile.

In Svezia

La festa di Lucia il 13 dicembre — vicina al solstizio d’inverno nella data del calendario giuliano — divenne in Svezia la principale festa della luce: una ragazza con corona di candele porta luce nel buio dell’inverno scandinavo. La tradizione risale probabilmente al XVI-XVII secolo e oggi è celebratissima: ogni scuola, ogni ufficio, ogni città ha la sua Lucia.