Discepolo di Pietro e autore del Vangelo più breve e immediato del Nuovo Testamento, Marco fondò la Chiesa di Alessandria d'Egitto. Il suo Vangelo — il primo scritto in ordine di tempo — è un racconto veloce, concreto, pieno di dettagli vivi: lo sguardo di un testimone oculare dietro le parole di Pietro.
Il compagno di Pietro e Paolo
Giovanni Marco — questo il suo nome completo — era originario di Gerusalemme. Sua madre Maria aveva una casa che serviva come punto di ritrovo per la comunità cristiana primitiva; la tradizione vi colloca l’ultima cena e il cenacolo. È probabile che Marco abbia conosciuto Gesù di persona, anche se non era tra i Dodici.
Divenne compagno di viaggio di Barnaba e Paolo nel primo viaggio missionario, ma li abbandonò a metà strada tornando a Gerusalemme — un gesto che causò una rottura tra Paolo e Barnaba. Anni dopo, tuttavia, Paolo lo menziona tra i suoi più fedeli collaboratori (Fm 24; Col 4,10; 2Tm 4,11). La riconciliazione fu completa.
Il legame più profondo fu però con Pietro, che nella prima lettera lo chiama affettuosamente “Marco, mio figlio” (1Pt 5,13). La tradizione antica è concorde: il Vangelo di Marco raccoglie la predicazione di Pietro a Roma, messa per iscritto da Marco come suo «interprete».
Il Vangelo
Il Vangelo di Marco è il più breve dei quattro e quasi certamente il più antico, scritto probabilmente a Roma intorno al 70 d.C. Il suo stile è diretto, urgente — la parola greca euthys (subito, immediatamente) vi compare quarantuno volte. Non c’è l’infanzia di Gesù, nessun discorso lungo: solo azione, miracoli, cammino verso la croce.
La teologia di Marco si concentra sul segreto messianico: Gesù ordina ripetutamente di non rivelare la sua identità. Solo alla fine, davanti al sinedrio che lo condanna, Gesù rivela chi è. E il primo a riconoscerlo Figlio di Dio dopo la morte è un centurione romano — uno straniero.
Il simbolo di Marco è il leone alato, perché il suo Vangelo si apre nel deserto con la predicazione di Giovanni Battista: la voce che ruggisce nel deserto.
Alessandria e il martirio
Dopo la morte di Pietro a Roma, Marco si stabilì ad Alessandria d’Egitto, dove fondò la comunità cristiana che sarebbe diventata una delle più influenti della storia: la sede patriarcale copta porta ancora oggi il suo nome.
Morì martire il 25 aprile dell’anno 68, sotto l’imperatore Nerone. Secondo la tradizione fu legato con corde e trascinato per le vie acciottolate della città fino alla morte. Le sue reliquie rimasero ad Alessandria fino all’828, quando due mercanti veneziani le trafugarono e le portarono a Venezia. La basilica eretta in suo onore — San Marco — è da allora il cuore della città lagunare.