Suora visitandina di Paray-le-Monial che ricevette tra il 1673 e il 1675 le visioni che diedero origine alla devozione al Sacro Cuore di Gesù nella forma che conosciamo oggi. Gesù le apparve con il cuore in fiamme e le chiese la comunione del primo venerdì del mese e la Messa riparatrice del venerdì sera. Incontrò forte resistenza nella comunità e poi il sostegno di padre Colombière.
Le visioni di Paray
Margherita Marie Alacoque nacque nel 1647 a Verosvres, in Borgogna. Entrò nella Congregazione della Visitazione a Paray-le-Monial nel 1671.
Tra il 1673 e il 1675 ricevette una serie di visioni di Gesù: il cuore di Cristo le appariva visibile, circondato da una corona di spine e fiamme, sormontato da una croce. Gesù le comunicava il messaggio della devozione al Sacro Cuore: la comunione il primo venerdì di ogni mese per riparare le offese, la Messa riparatrice del venerdì sera, la festa del Sacro Cuore il venerdì dopo la settimana dell’ottava del Corpus Domini.
La resistenza e l’appoggio
Le visioni incontrarono scetticismo nella comunità: una giovane suora che affermava di ricevere rivelazioni private era sospetta. Le superiore le imposero penitenze per testare la veridicità delle esperienze.
Il sostegno decisivo arrivò dal padre Claude de la Colombière — gesuita, direttore spirituale del convento dal 1675 — che riconobbe l’autenticità delle esperienze di Margherita e cominciò a diffondere la devozione del Sacro Cuore attraverso la rete dei Gesuiti.
La devozione si diffuse nel XVIII secolo in tutto il mondo cattolico. Pio IX la dichiarò Festa universale nel 1856. La consacrazione del mondo al Sacro Cuore — fatta da Leone XIII nel 1899 — è uno degli atti pubblici più solenni del papato moderno.
Canonizzata nel 1920 da Benedetto XV.