Principessa anglosassone rifugiata in Scozia dopo la conquista normanna del 1066, Margherita sposò il re Malcolm III e divenne la grande riformatrice della Chiesa scozzese medievale. Introdusse la liturgia romana, fondò monasteri, costruì chiese, assistette personalmente i poveri. Madre di sei figli che chiamò con nomi santi. Patrona di Scozia.
La principessa in esilio
Margherita nacque intorno al 1045, probabilmente in Ungheria, di sangue reale anglosassone — il suo bisnonno era il re Ethelred d’Inghilterra. Dopo la conquista normanna del 1066, la famiglia fuggì per mare; una tempesta li portò sulle coste della Scozia.
Il re Malcolm III di Scozia li accolse, poi sposò Margherita. La coppia ebbe otto figli — tre dei quali sarebbero diventati re di Scozia, tra cui il futuro Davide I.
La riformatrice della Chiesa scozzese
Margherita trovò in Scozia una Chiesa con caratteristiche locali molto diverse dalla Roma post-gregoriana: liturgia celtica, pratiche diverse sul digiuno, sul Sabato, sul matrimonio. Organizzò sinodi ecclesiastici in cui lei stessa partecipava come interlocutrice teologica — fatto insolito per una donna nel medioevo.
Introdusse la liturgia romana, impose il digiuno del venerdì e la domenica come giorno festivo, riformò le pratiche matrimoniali. Fondò il monastero di Dunfermline — che divenne la necropoli reale scozzese.
La vita personale
Nonostante il potere regale, Margherita conduceva una vita di penitenza personale: digiunava, passava ore in preghiera, lavava i piedi ai poveri, assisteva personalmente bambini orfani. La Vita scritta dal suo cappellano Turgot — fonte principale per la sua storia — la descrive come donna di grande intelligenza, gentilezza e fervore spirituale.
Morì nel 1093, pochi giorni dopo aver appreso la morte del marito Malcolm e del figlio Edoardo in battaglia. Canonizzata nel 1250 da Innocenzo IV.