Monaca carmelitana fiorentina, nipote della famiglia de' Pazzi, Maria Maddalena visse quarantuno anni di vita religiosa intensa, costellata di estasi mistiche, lunghi periodi di arida desolazione spirituale e una salute fragile. Le sue visioni e locuzioni, trascritte dalle consorelle, sono tra i testi mistici più densi del Rinascimento italiano.
La nipote dei Pazzi
Caterina de’ Pazzi nacque nel 1566 a Firenze, in una delle famiglie più illustri della città — la stessa dei Pazzi della Congiura contro i Medici nel 1478. Crebbe nell’ambiente raffinato e religioso della Firenze tardo-rinascimentale, ricevette la prima comunione a dieci anni da Carlo Borromeo in visita pastorale.
A sedici anni entrò nel monastero carmelitano di Santa Maria degli Angeli a Firenze — scegliendo i Carmelitani invece di altri ordini perché permettevano la comunione frequente, pratica ancora insolita all’epoca. Prese il nome di Maria Maddalena.
Le visioni e le estasi
La vita di Maria Maddalena fu costellata di stati mistici straordinari: estasi prolungate, visioni, locuzioni interiori, esperienze di unione con Cristo. Durante una celebrazione eucaristica del 1585 ricevette le stigmate — non visibili esternamente, ma vivide interiormente.
Le consorelle, su indicazione del confessore, trascrissero durante queste estasi le parole che Maria Maddalena pronunciava: nacquero così cinque volumi di testi mistici — I Colloqui, I Quaranta Giorni, Revelationi e Intelligentie — che sono tra i grandi testi della mistica italiana del Cinquecento.
Il periodo di desolazione
Dal 1590 al 1595 Maria Maddalena attraversò un periodo di cinque anni di completa aridità spirituale — nessuna consolazione, nessuna esperienza mistica, solo buio interiore e tentazione. Descrisse questa esperienza come un fuoco purificante. Poi tornarono le consolazioni.
Morì il 25 maggio 1607. Canonizzata nel 1669 da Clemente IX.