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Maria Maddalena de' Pazzi
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Maria Maddalena de' Pazzi

1566–1607

Monaca carmelitana fiorentina, nipote della famiglia de' Pazzi, Maria Maddalena visse quarantuno anni di vita religiosa intensa, costellata di estasi mistiche, lunghi periodi di arida desolazione spirituale e una salute fragile. Le sue visioni e locuzioni, trascritte dalle consorelle, sono tra i testi mistici più densi del Rinascimento italiano.

La nipote dei Pazzi

Caterina de’ Pazzi nacque nel 1566 a Firenze, in una delle famiglie più illustri della città — la stessa dei Pazzi della Congiura contro i Medici nel 1478. Crebbe nell’ambiente raffinato e religioso della Firenze tardo-rinascimentale, ricevette la prima comunione a dieci anni da Carlo Borromeo in visita pastorale.

A sedici anni entrò nel monastero carmelitano di Santa Maria degli Angeli a Firenze — scegliendo i Carmelitani invece di altri ordini perché permettevano la comunione frequente, pratica ancora insolita all’epoca. Prese il nome di Maria Maddalena.

Le visioni e le estasi

La vita di Maria Maddalena fu costellata di stati mistici straordinari: estasi prolungate, visioni, locuzioni interiori, esperienze di unione con Cristo. Durante una celebrazione eucaristica del 1585 ricevette le stigmate — non visibili esternamente, ma vivide interiormente.

Le consorelle, su indicazione del confessore, trascrissero durante queste estasi le parole che Maria Maddalena pronunciava: nacquero così cinque volumi di testi mistici — I Colloqui, I Quaranta Giorni, Revelationi e Intelligentie — che sono tra i grandi testi della mistica italiana del Cinquecento.

Il periodo di desolazione

Dal 1590 al 1595 Maria Maddalena attraversò un periodo di cinque anni di completa aridità spirituale — nessuna consolazione, nessuna esperienza mistica, solo buio interiore e tentazione. Descrisse questa esperienza come un fuoco purificante. Poi tornarono le consolazioni.

Morì il 25 maggio 1607. Canonizzata nel 1669 da Clemente IX.