Le tre sorelle di Betania — Marta la pratica, Maria la contemplativa, Lazzaro il risuscitato — compaiono in pochi episodi del Vangelo ma sono tre dei personaggi più vivi dei testi sacri. Gesù 'amava Marta, sua sorella e Lazzaro' — una delle pochissime volte in cui i Vangeli attestano esplicitamente l'affetto personale di Gesù per persone determinate.
La famiglia di Betania
Betania era un piccolo villaggio a circa tre chilometri da Gerusalemme, sull’altro versante del Monte degli Ulivi. In quella casa Gesù tornava spesso, ospite di tre fratelli: Marta, Maria e Lazzaro. I Vangeli di Luca e Giovanni li presentano come amici intimi di Gesù — non discepoli itineranti ma presenza stabile, luogo di riposo e accoglienza.
Marta e Maria (Luca 10)
L’episodio più noto è quello di Luca 10: Gesù è in casa, Marta è affaccendata nei preparativi mentre Maria siede ai piedi di Gesù ad ascoltarlo. Marta protesta: “Signore, non ti importa che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti.” Risposta di Gesù: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta.”
Questo breve dialogo ha generato una produzione teologica immensa sulla tensione tra vita attiva e vita contemplativa. Marta non viene condannata — serve, e servire è bene — ma viene invitata a non lasciare che l’azione soffochi la presenza.
La resurrezione di Lazzaro (Giovanni 11)
Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono a chiamare Gesù, che tardò ad arrivare. Lazzaro morì. Quando Gesù arrivò, Marta gli andò incontro: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto.” Maria, quando la chiamarono, cadde ai piedi di Gesù piangendo. I Vangeli annotano: “Gesù pianse.” È il versetto più corto della Bibbia, e uno dei più densi.
Gesù fece aprire il sepolcro e gridò: “Lazzaro, vieni fuori!” Lazzaro uscì, ancora avvolto nelle bende funebri.
La memoria liturgica
Il 29 luglio si celebravano tradizionalmente solo Marta, poi nel 2021 papa Francesco ha esteso la memoria a tutti e tre i fratelli, riconoscendo la storia comune e l’amicizia con Gesù che li univa.