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Mattia Apostolo
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Mattia Apostolo

1–80

Eletto per sorteggio dagli altri apostoli per sostituire Giuda Iscariota, Mattia è l'apostolo scelto dagli uomini ma confermato da Dio. Aveva seguito Gesù dall'inizio del suo ministero fino all'Ascensione senza mai essere tra i Dodici. La sua elezione apre gli Atti degli Apostoli e inaugura il principio della collegialità nella Chiesa.

Il tredicesimo

Dopo l’Ascensione, la comunità dei credenti si riunì nel Cenacolo. Pietro propose di eleggere qualcuno che prendesse il posto di Giuda Iscariota nel gruppo dei Dodici: doveva essere qualcuno che aveva accompagnato Gesù “dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato assunto in cielo tra di noi” (At 1,22).

Furono proposti due candidati: Giuseppe detto Barsabba e Mattia. Poi pregarono: “Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, indica quale di questi due hai scelto.” Tirarono a sorte. La sorte cadde su Mattia, che fu aggregato agli undici apostoli.

Un discepolo fedele nell’ombra

Ciò che colpisce di Mattia è che aveva percorso tutto il cammino con Gesù — ogni giorno del ministero pubblico, dalla Galilea a Gerusalemme — senza mai essere tra i Dodici. Per anni aveva ascoltato, imparato, servito, senza il titolo. Solo dopo la defection di Giuda il suo nome emergeva.

È il modello del fedele che non cerca il riconoscimento, che serve nell’ombra, e che è pronto quando viene chiamato.

La missione

Le tradizioni divergono sulla sua missione: alcune lo collocano in Etiopia, altre in Giudea, altre ancora nel Ponto o in Cappadocia. Secondo la tradizione etiopica portò il Vangelo in Africa. La tradizione giudaica lo vuole lapidato a Gerusalemme; quella greca lo descrive morto di morte naturale a Sebastopoli.

Le sue reliquie sono venerate a Roma nella basilica di Santa Maria Maggiore, e a Treviri in Germania, dove la cattedrale ne custodisce una parte.