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Norberto di Xanten
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Norberto di Xanten

1080–1134

Canonico di Xanten che viveva di rendite ecclesiastiche senza prendere troppo sul serio il sacerdozio, Norberto fu folgorato da un fulmine — letteralmente — nel 1115 e si convertì radicalmente. Fondò l'Ordine dei Premonstratensi (i Norbertini) a Prémontré nel 1120, e divenne arcivescovo di Magdeburgo, dove combatté le eresie e difese il papato.

La caduta da cavallo

Norberto di Gennep nacque intorno al 1080 a Xanten, nel Basso Reno, in una famiglia nobile. Divenne canonico — un ecclesiastico con rendite e prebende — alla corte dell’imperatore Enrico V. La sua vita era agiata, mondana, lontana da qualsiasi fervore spirituale.

Nel 1115 stava cavalcando durante un temporale quando un fulmine colpì il terreno vicino al suo cavallo. Cadde, perse i sensi. Quando si riprese, aveva la sensazione netta di una domanda che gli risuonava nella mente — quella rivolta a Paolo sulla via di Damasco: “Norberto, Norberto, perché mi fuggi?”

Tornò a casa cambiato. Si sottomise a una penitenza pubblica di fronte al vescovo di Xanten. Vendette i propri beni, distribuì il ricavato ai poveri.

Prémontré

Nel 1120 Norberto ottenne dal vescovo di Laon una valle boscosa nel nord della Francia — Prémontré — e vi fondò un monastero con un piccolo gruppo di compagni. La regola era quella di Sant’Agostino, con elementi di vita eremitica; l’abito era bianco (da cui il nome di “Canonici Bianchi”); l’attività era sia contemplativa che apostolica — missioni popolari, predicazione, cura delle parrocchie.

L’Ordine dei Premonstratensi (o Norbertini) si diffuse rapidamente: un centinaio di case in vent’anni. Ancora oggi conta circa ottanta monasteri in tutto il mondo.

L’arcivescovo di Magdeburgo

Nel 1126 il papa Onorio II impose a Norberto l’elezione ad arcivescovo di Magdeburgo — una sede importante ma in crisi, con clero indisciplinato e tensioni con l’aristocrazia locale. Norberto la riformò con energia. Sostenne il papato contro l’antipapa Anacleto II nello scisma del 1130. Morì a Magdeburgo nel 1134. Canonizzato nel 1582 da Gregorio XIII.