Giovane martire romano — aveva quattordici anni secondo la tradizione — Pancrazio fu decapitato sulla Via Aurelia durante la persecuzione di Diocleziano. La basilica costruita sulla sua tomba, una delle quattro antiche basiliche papali di Roma, fu meta di pellegrinaggio medievale: si giurava su di essa, perché il santo vendicava gli spergiuri.
Il ragazzo martire
Di Pancrazio sappiamo quasi nulla di storicamente certo. La tradizione, codificata negli Acta medievali, lo descrive come un giovane di famiglia nobile, forse di origini frigie, che si convertì al cristianesimo dopo la morte dei genitori, venendo allevato da uno zio. Fu martirizzato durante la grande persecuzione di Diocleziano, probabilmente nel 304 d.C., sulla Via Aurelia.
Aveva quattordici anni — o almeno così vuole la tradizione. Questa giovane età fu probabilmente la ragione del suo culto: il martire bambino, che affronta la morte con una maturità impossibile, simboleggia la capacità della grazia di superare la natura.
La basilica e i giuramenti
Papa Simmaco (498-514) costruì una basilica sulla sua tomba, al quarto miglio della Via Aurelia. La Basilica di San Pancrazio divenne nei secoli medievali uno dei luoghi più frequentati dai pellegrini a Roma — non tanto per devozione quanto per un’usanza particolare: si giurava sulla tomba di Pancrazio.
Il santo era noto per vendicare gli spergiuri: chi giurava il falso sulla sua tomba moriva presto e male. Le fonti medievali abbondano di storie di persone che giurarono il falso davanti alla sua tomba e furono punite immediatamente. Fu la ragione principale del pellegrinaggio.
A Canterbury
Agostino di Canterbury, arrivato in Inghilterra nel 597 per evangelizzare gli Angli, dedicò la prima chiesa di Canterbury proprio a San Pancrazio — forse per la sua popolarità a Roma. La chiesa di St. Pancras è ancora lì, una delle più antiche d’Inghilterra.