Fariseo persecutore dei cristiani, fulminato sulla via di Damasco da una luce e da una voce, Paolo di Tarso divenne il più grande missionario della storia. Le sue lettere sono il fondamento della teologia cristiana. Percorse tre continenti per annunciare un Vangelo che aveva prima combattuto.
Il persecutore
Saulo di Tarso — questo il nome ebraico di Paolo — nacque in Cilicia, città ellenistica dell’Asia Minore, in una famiglia ebraica della tribù di Beniamino. Cittadino romano per nascita, parlava greco, ebraico e aramaico. Studiò a Gerusalemme alla scuola del grande rabbino Gamaliele e divenne un fariseo osservante, zelante difensore della Legge.
Quando la nuova setta dei seguaci di Gesù cominciò a diffondersi, Saulo fu tra i più accaniti persecutori. Custodì i mantelli di chi lapidò Stefano, il primo martire. Poi ottenne lettere dal sommo sacerdote per recarsi a Damasco ad arrestare i cristiani.
La conversione
Era la strada per Damasco. Un’improvvisa luce abbagliante lo gettò a terra. Una voce: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”. “Chi sei, Signore?”. “Sono Gesù, che tu perseguiti.” (At 9,4-5).
Saulo rimase cieco per tre giorni, senza mangiare né bere. A Damasco un discepolo di nome Anania gli impose le mani: “Fratello Saulo, il Signore ti ha mandato perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo.” Le squame caddero dai suoi occhi. Fu battezzato. Divenne Paolo.
I viaggi missionari
In vent’anni Paolo percorse quasi ventimila chilometri via terra e via mare. Tre grandi viaggi missionari lo portarono attraverso l’Asia Minore, la Grecia, la Macedonia. Fondò comunità a Corinto, Efeso, Filippi, Tessalonica, Galazia. Dove andava, predicava nelle sinagoghe prima, poi nelle piazze, nelle case, ovunque ci fosse un orecchio disposto ad ascoltare.
Subì naufraghi, bastonature, lapidazioni, carcere. “Tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta lapidato, tre volte ho fatto naufragio… in pericoli di fiumi, in pericoli di briganti… in fatiche e in travagli, spesso senza dormire, con fame e sete.” (2Cor 11,25-27).
Le lettere
Quattordici lettere del Nuovo Testamento portano il suo nome. Siano autentiche di suo pugno o dettate ai suoi discepoli, sono il testo fondante della teologia cristiana: la grazia e la fede (Romani), il corpo di Cristo (1 Corinzi), la libertà dalla Legge (Galati), la kenosi di Cristo (Filippesi), la ricapitolazione di tutte le cose in Cristo (Efesini).
La pagina sull’amore di 1 Corinzi 13 — “Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo risonante” — è tra i testi più celebri della letteratura mondiale.
Il martirio
Giunto finalmente a Roma da prigioniero, attendendo il processo davanti a Cesare, Paolo continuò a predicare e scrivere. Secondo la tradizione fu decapitato — pena riservata ai cittadini romani — sulla via Ostiense, poco fuori Roma, negli stessi anni in cui Pietro veniva crocifisso sul Vaticano. La loro memoria è celebrata insieme il 29 giugno.