Mistico piemontese che ricevette nel 1720 una visione in cui gli fu mostrata una congregazione religiosa con un abito nero con il cuore e la croce — i Passionisti. Fondò la Congregazione della Passione di Gesù Cristo, dedita alla predicazione delle missioni popolari e alla contemplazione della Passione come via di salvezza.
La visione del 1720
Paolo Francesco Danei nacque nel 1694 a Ovada, in Piemonte, da una famiglia borghese. Già adolescente mostrava una spiritualità intensa. Nel 1720, durante un periodo di raccoglimento intenso, ebbe una visione: si vide vestito di nero con un cuore e la croce ricamati sul petto, con la scritta “Iesu XPI Passio” — la Passione di Gesù Cristo. Capì che quella era la congregazione religiosa che avrebbe dovuto fondare.
Non fu semplice. Ci vollero vent’anni di tentativi, rifiuti, ostacoli burocratici e ecclesiastici per ottenere il riconoscimento papale. I Passionisti — Congregazione della Passione di Gesù Cristo — furono approvati definitivamente nel 1769.
La contemplazione della Passione
La spiritualità passionista è centrata sulla Passione di Cristo come memoriale permanente: i frati la contemplano nelle ore di preghiera, la predicano nelle missioni popolari, la fanno vivere ai fedeli nei ritiri. Non come dolore fine a sé stesso, ma come l’amore di Dio fatto visibile nel dolore di Cristo.
Paolo stesso fu un predicatore instancabile — percorse l’Italia per decenni tenendo missioni — e un contemplativo intenso che descrisse periodi lunghissimi di notte oscura interiore.
Fondò anche le Passioniste — ramo femminile di clausura. Morì a Roma nel 1775, a ottant’anni. Canonizzato nel 1867 da Pio IX.