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Scolastica
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Scolastica

480–543

Sorella di Benedetto da Norcia, Scolastica fondò una comunità di monache a Plombariola, vicino a Montecassino. La tradizione conserva un solo episodio della sua vita — l'ultimo incontro con il fratello, in cui la sua preghiera ottenne quello che lui aveva rifiutato — e Benedetto stesso commentò: 'Lei ha potuto più di me, perché ha amato di più'.

La sorella di Benedetto

Scolastica nacque intorno al 480 — probabilmente la stessa data di Benedetto da Norcia, con cui condivideva l’origine umbra e forse la nascita gemellare, o almeno una stretta vicinanza d’età. Seguì la stessa vocazione del fratello: consacrò la sua verginità a Cristo in giovane età e si stabilì in una piccola comunità femminile a Plombariola, ai piedi del monte Cassino, a circa cinque chilometri dall’abbazia di Benedetto.

I due si incontravano una volta all’anno in una casa fuori dalle rispettive clausure, per passare la giornata a parlare di cose spirituali e di Dio. Era tutto ciò che la regola monastica permetteva: un incontro annuale tra fratello e sorella, entrambi consacrati, entrambi impegnati a costruire una comunità monastica nelle loro rispettive forme.

L’ultima notte

Di Scolastica non sappiamo quasi niente, se non quello che Gregorio Magno racconta nei Dialogi (libro II, capitolo 33). L’anno della sua morte — il 543, tre giorni prima della morte di Benedetto — i due si incontrarono come di consueto. Trascorsero il giorno insieme. Quando scese la sera, Scolastica chiese al fratello di restare a parlare tutta la notte. Benedetto rifiutò: la regola non permetteva ai monaci di passare la notte fuori dal monastero.

Scolastica appoggiò le mani sul tavolo, chinò la testa e si mise a pregare. In quel momento scoppiò un temporale così violento — tuoni, fulmini, pioggia torrenziale — che era impossibile uscire. Benedetto, capendo cosa era successo, protestò: «Dio ti perdoni, sorella mia! Che hai fatto?». Lei rispose: «Io ti ho chiesto e non hai voluto ascoltarmi. Ho chiesto al Signore mio e mi ha esaudita. Esci ora se puoi e torna al monastero».

Passarono tutta la notte a parlare. Era l’ultima volta che si vedevano. Tre giorni dopo Benedetto, nella sua cella, vide l’anima di Scolastica salire al cielo in forma di colomba. Disse ai suoi monaci che sua sorella era morta, la fece portare nel sepolcro che aveva preparato per sé, e la seppellì. Commentò a chi l’aveva seguito quella notte: «Lei era in grado di fare più di me perché aveva più amore».