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Bernardino da Siena
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Bernardino da Siena

1380–1444

Frate francescano senese, il più celebre predicatore del Quattrocento italiano, Bernardino da Siena percorse l'Italia a piedi per trent'anni, radunando folle immense nelle piazze con la sua eloquenza. Diffuse il culto del Santo Nome di Gesù — il monogramma IHS — e fu tre volte candidato al papato, tre volte rifiutò.

Il predicatore delle piazze

Bernardino Albizzeschi nacque nel 1380 a Massa Marittima da una famiglia nobile senese. Orfano di entrambi i genitori prima dei sei anni, cresciuto da zie, si distinse nello studio e nella vita religiosa. Nel 1400, durante la grande epidemia di peste che colpì Siena, organizzò insieme ad altri giovani il servizio ospedaliero alla Scala — il grande ospedale senese — rischiando la vita per mesi.

Nel 1402 entrò nell’Ordine dei Frati Minori dell’Osservanza — il ramo riformato dei francescani. Ordinato sacerdote nel 1404, iniziò a predicare.

L’eloquenza che muove le piazze

Il Quattrocento italiano è l’età d’oro della predicazione popolare: Bernardino ne è il re. Percorse l’Italia a piedi — Siena, Firenze, Venezia, Milano, Roma, Napoli, L’Aquila — predicando cicli di settimane nelle piazze principali. Le folle erano immense: diecimila, quindicimila persone in piazze all’aperto. Ascoltavano per ore.

Lo stile era diretto, colorito, spesso ironico. Bernardino conosceva la vita quotidiana della gente e la usava come materiale omiletico: la moglie che striglia il marito, il mercante che truffa, il giocatore d’azzardo, la vanità delle donne. Le sue prediche sono documenti straordinari della vita italiana del Quattrocento.

Il monogramma IHS

Bernardino diffuse sistematicamente il culto del Santo Nome di Gesù attraverso il monogramma IHS su tavolette dorate che mostrava durante le prediche. Fu anche causa di un processo: accusato di idolatria, si difese a Roma davanti a Martino V nel 1427 e fu prosciolto.

Tre rifiuti

Tre volte gli fu offerto l’episcopato — tre sedi diverse — tre volte rifiutò. Preferiva predicare. Morì ad Aquila nel 1444, durante una missione. Canonizzato nel 1450 da Niccolò V, appena sei anni dopo la morte.