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Bonaventura da Bagnoregio
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Bonaventura da Bagnoregio

1221–1274

Ministro generale dei Francescani e Dottore della Chiesa, Bonaventura da Bagnoregio fu il più grande teologo dell'Ordine fondato da Francesco d'Assisi. Il suo Itinerarium mentis in Deum — il cammino della mente verso Dio — è uno dei vertici della mistica medievale, sintesi di rigore speculativo e ardore contemplativo.

Il bambino guarito

Giovanni di Fidanza nacque nel 1221 a Bagnoregio, nell’attuale Lazio. Da bambino, gravemente malato, fu portato dai genitori a Francesco d’Assisi, che pregò per lui. Guarì. Quando, molti anni dopo, entrò nell’Ordine dei Frati Minori, adottò il nome Bonaventura — secondo la tradizione, ricordando l’esclamazione di Francesco nel vederlo guarito: “O buona ventura!”

Parigi e la teologia

Bonaventura studiò teologia a Parigi, dove fu allievo del grande maestro Alessandro di Hales, e insegnò poi nella stessa università come Magister, titolo che ottenne nel 1257 — nello stesso anno in cui Tommaso d’Aquino riceveva la medesima cattedra. I due grandi teologi del XIII secolo erano coetanei, colleghi, amici.

Mentre Tommaso procedeva secondo il metodo della Summa — questioni, obiezioni, risposte strutturate con rigore aristotelico — Bonaventura integrava la speculazione con la mistica francescana. Dio è fine di ogni conoscenza, e la conoscenza autentica non è mai solo intellettuale: è trasformazione dell’intera persona.

L’Itinerarium

L’opera più celebre di Bonaventura è l’Itinerarium mentis in Deum (1259), scritta sul monte della Verna, dove Francesco aveva ricevuto le stimmate. Sei capitoli corrispondono alle sei ali del serafino della visione di Francesco: il cammino che porta a Dio attraverso le tracce del creato, poi l’anima stessa, poi Dio come essere e come bontà, fino all’estasi mistica.

“Questa è la nostra tutta la metafisica: l’estasi verso Dio.”

Ministro Generale

Nel 1257 Bonaventura fu eletto Ministro Generale dei Francescani, carica che mantenne per diciassette anni. Trovò un ordine lacerato da divisioni tra i “Conventuali” (favorevoli a una disciplina meno rigida) e gli “Spirituali” (che volevano un’adesione assoluta alla povertà di Francesco). Li tenne insieme con autorità e moderazione, e scrisse la Legenda Maior — la biografia ufficiale di Francesco, che diventò per secoli il testo di riferimento.

Nel 1273 Gregorio X lo nominò Cardinale e Vescovo di Albano. Morì l’anno seguente, durante il Concilio di Lione II, che aveva contribuito a organizzare. Aveva cinquantatré anni.