Nobile assisana che a diciotto anni lasciò la famiglia di notte per seguire Francesco d'Assisi, Chiara fondò l'Ordine delle Clarisse — il ramo femminile dei Francescani — e per quarantadue anni governò il monastero di San Damiano senza mai uscirne. Papa Gregorio IX tentò di darle una regola meno severa; lei la rifiutò. È il patrono della televisione perché, malata e impossibilitata ad uscire, vedeva miracolosamente le cerimonie liturgiche.
La fuga di notte
Chiara Offreduccio nacque nel 1194 ad Assisi da una famiglia della nobiltà cittadina. Ascoltò Francesco predicare e fu colpita dalla radicalità della sua proposta. La notte della Domenica delle Palme del 1211, a diciotto anni, uscì di nascosto da casa, raggiunse la piccola chiesa della Porziuncola dove Francesco l’aspettava, tagliò i capelli e ricevette l’abito penitenziale.
La famiglia la cercò, cercò di riportarla a casa. Chiara si rifugiò prima in un monastero benedettino, poi a San Damiano — la piccola chiesa che Francesco aveva restaurato — dove rimase per quarantadue anni, fino alla morte.
Le Clarisse
Le donne che si radunarono intorno a Chiara formarono il Secondo Ordine Francescano — le Clarisse, dette anche Povere Dame di San Damiano. La regola era di povertà assoluta: nessuna proprietà individuale né collettiva. Papa Gregorio IX le offrì un privilegio di possedere beni in comune — cosa che quasi tutti gli ordini femminili facevano. Chiara lo rifiutò categoricamente. Per questo motivo era chiamata Chiara — chiara, trasparente, senza compromessi.
La Regola che Chiara scrisse per il suo monastero — approvata da Innocenzo IV due giorni prima della sua morte nel 1253 — fu la prima regola monastica scritta da una donna nella storia della Chiesa.
Il patrono della televisione
Chiara era quasi sempre malata — febbri, problemi fisici che la tenevano a letto per mesi. La tradizione racconta che in una notte di Natale, impossibilitata a partecipare alla Messa, vide e udì miracolosamente la celebrazione che si teneva in un’altra chiesa. Per questo motivo Pio XII la dichiarò patrona della televisione nel 1958.
Canonizzata due anni dopo la morte, nel 1255, da Alessandro IV.