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Fedele di Sigmaringen
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Fedele di Sigmaringen

1578–1622

Avvocato tedesco che lasciò la professione legale disgustato dalle ingiustizie del sistema giudiziario — si fece chiamare 'l'avvocato dei poveri' — e divenne frate cappuccino. Inviato come missionario nei Grigioni svizzeri durante le guerre di religione, fu ucciso dai Calvinisti. Primo martire canonizzato della Congregazione de Propaganda Fide.

L’avvocato dei poveri

Markus Roy nacque nel 1578 a Sigmaringen, nel Baden-Württemberg, in una famiglia borghese. Studiò diritto, filosofia e teologia nelle università tedesche e svizzere, poi aprì uno studio legale. Si guadagnò presto la reputazione di difendere gratuitamente i clienti poveri e di rifiutare le cause ingiuste — i colleghi lo chiamavano, tra il serio e l’ironico, l’avvocato dei poveri.

Ma più si immergeva nel sistema giudiziario, più ne vedeva la corruzione strutturale. Nel 1612, a trentaquattro anni, lasciò la professione, entrò nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini con il nome di Fedele e fu ordinato sacerdote. Divenne guardiano del convento di Feldkirch, poi missionario.

La missione nei Grigioni

Nei primi decenni del XVII secolo i cantoni svizzeri dei Grigioni erano un campo di battaglia confessionale tra cattolici e calvinisti, con strascichi politici legati alla guerra dei Trent’anni. La Congregazione de Propaganda Fide (fondata nel 1622) inviò Fedele nei Grigioni come primo missionario ufficiale.

Fedele sapeva che stava andando in una zona pericolosa. Scrisse ai superiori lettere di commiato prima di partire. “Vado a combattere, non a fare una passeggiata.”

Il martirio

Il 24 aprile 1622, dopo aver predicato nella chiesa di Grüsch, fu aggredito da un gruppo di calvinisti armati sulla strada verso Seewis. Gli fu offerta la vita in cambio dell’abiura del cattolicesimo. Rifiutò. Fu ucciso a colpi di spada.

Beatificato nel 1729, fu canonizzato nel 1746 da Benedetto XIV come primo martire della Propaganda Fide.