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Giovanni da Capestrano
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Giovanni da Capestrano

1386–1456

Giurista abruzzese che fu governatore di Perugia, poi fu fatto prigioniero dai Malatesta, poi si convertì radicalmente e divenne frate francescano minore osservante. Predicò in tutta Europa, fu inquisitore, combatté gli Ussiti in Boemia, e a settant'anni guidò la crociata cristiana che sconfisse i Turchi a Belgrado nel 1456 — sei settimane dopo, morì.

Il giurista convertito

Giovanni di Antonio nacque nel 1386 a Capestrano, in Abruzzo. Studiò legge a Perugia dove fu anche governatore. Nel 1414 fu fatto prigioniero da Carlo Malatesta dopo la battaglia di Roccaporena. Nella prigionia cominciò la conversione radicale: lasciò il governo, prese i voti francescani nel 1416, fu ordinato sacerdote.

Divenne discepolo di Bernardino da Siena e, come lui, uno dei più grandi predicatori itineranti del Quattrocento. Percorse l’Italia, poi la Germania, la Boemia, l’Austria, la Polonia, la Moravia: ovunque andava radunava folle enormi.

L’inquisitore

Giovanni fu inquisitore — incaricato di combattere le eresie degli Ussiti in Boemia e Germania. Il suo approccio era duro anche per gli standard del tempo: condannò Bernardino da Feltre per la predicazione di sangue contro gli ebrei (in realtà lo sostenne) — ma anche perseguì con durezza.

Belgrado

Nel 1456 i Turchi ottomani, dopo la conquista di Costantinopoli del 1453, avanzavano verso occidente. Assediarono Belgrado — la porta dell’Europa centrale. Il papa Callisto III proclamò una crociata.

Giovanni da Capestrano, a settant’anni, radunò un esercito di crociati e li guidò nella battaglia di Belgrado (luglio 1456). I Turchi furono sconfitti e l’avanzata verso ovest fu fermata per settant’anni.

Giovanni morì sei settimane dopo, il 23 ottobre 1456, esausto. Canonizzato nel 1724 da Benedetto XIII.