Gesuita olandese, principale artefice della Controriforma in Germania e Austria, Pietro Canisio scrisse tre versioni del catechismo cattolico — dalla versione elementare per i bambini a quella teologica per i dotti — che furono usate nei territori di lingua tedesca per due secoli. È il Dottore della Chiesa meno conosciuto, ma forse il più efficace nella trasmissione della fede ordinaria.
Il catechismo per tutti
Pieter Kanis nacque nel 1521 a Nimega, nei Paesi Bassi, figlio di un borgomastro. Studiò a Colonia, entrò nella Compagnia di Gesù nel 1543 — tra i primissimi gesuiti — e fu ordinato sacerdote nel 1546. Da allora lavorò ininterrottamente per cinquant’anni in Germania, Austria, Boemia, Svizzera.
La Riforma protestante aveva trasformato la Germania: intere regioni erano passate al luteranesimo, il clero cattolico era impreparato e spesso ignorante. Canisio capì che la risposta non era solo la controversia teologica ma la catechesi sistematica: formare i fedeli ordinari nella fede ordinaria.
Scrisse tre versioni del Catechismo:
- Summa Doctrinae Christianae (1555) — per i dotti
- Catechismus Minimus (1556) — per i bambini
- Catechismus Minor (1558) — per gli adolescenti
I tre catechismi, tradotti in quindici lingue, ebbero più di 400 edizioni nel XVI secolo. Per due secoli furono il principale strumento di formazione cattolica nei paesi di lingua tedesca.
Il costruttore di istituzioni
Canisio fondò collegi gesuiti — a Ingolstadt, Vienna, Monaco, Praga, Innsbruck, Friburgo. Predicò, confessò, consultò principi e imperatori. Era ovunque: Carlo V lo chiamò alla Dieta di Augusta, Ferdinando I lo volle a Vienna, i duchi bavaresi lo consultarono su ogni questione.
Morì a Friburgo nel 1597. Beatificato nel 1864 da Pio IX, canonizzato e dichiarato Dottore della Chiesa nel 1925 da Pio XI in un unico atto.